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Nel distretto di Palakkad, nell’India meridionale, un’elefantessa è morta in piedi, in silenzio e tra atroci sofferenze, mentre in grembo portava un cucciolo che non vedrà mai la luce.

Molta l’indignazione e tanta la rabbia sfociata sui social per questa tragedia. A me fa rabbia anche un’altra cosa: leggere articoli dove si cerca di trovare una “scusa” a questo delitto che chiamo un atto deliberato e volontario, messo in pratica da una popolazione dove è normale sterminare gli animali che si avvicinano alle loro colture con questo infame metodo. E si, tale Biagio Chiariello che scrive per Fanpage.it così ha giustificato l’accaduto. In fondo per lui è normale disseminare frutta imbottita di petardi. Come pure per tale Giacomo Ampollini che scrive per InfinityNews.it.
Già proprio due bei scribacchini, pare fanno parte della combriccola delle penne sciolte, che anzichè indignarsi per la morte dell’ennesimo animale, vanno professando che si, ma in fondo non è un atto volontario. Volontario o no, sta beata minchia! Ma siete imbecilli o cosa??? Dovreste narrare di come l’arretratezza di certe comunità, è causa di indicibile male. Dovreste adoperarvi per divulgare il verbo dell’accaduto, per evitare che accada ancora, e non analizzare per decontestualizzare. Resto basito nel leggere i vostri articoli, sono pregni di indottrinamento e di nessuna umanità, a mio parere voi siete soltanto braccia rubate all’agricoltura!

Per quanto mi concerne, non esiste nessuna scusante di fronte alla viltà di quelle persone che senza onore e nessun rispetto, uccidono animali indifesi, sia esso un elefante o un cinghiale, sono solo dei luridi infami. Che schifo! Fate schifo!

© Immagini tratte dal web – Testo di Luigi Circello